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Qualcuno, mi pare Marx, ha detto che le classi
emergenti tendono a vedere l'utopia a loro immagine e somiglianza. Non
c'è dunque da stupirsi se nel cuore della cultura e della economia
informatica, una emergente cyberclasse vede la libertà, il potere
personale, la totale autonomia nella nuova tecnologia. Jay Kenney, in "Gnosis A Journal of the Western Inner Traditions", agosto 1995 |
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E' un gioco? E' immaginazione? E' una nuova forma di governo?
Queste e altre domande possono sorgere a chi è frequentatore abituale della Rete e ha l'accortezza di distanziarsi un attimo per darsi - o tentare di farlo - delle risposte.
Ci sono, è vero, dei guru che hanno molto scritto su Internet. Pensiamo a Negroponte(Essere digitali, 1995) o a Toffler (Magna Charta dell'Informazione, 1994) che escludono qualsiasi interesse per chi è (o sarà) al di fuori della Rete. Essi sono trancianti: tutto ciò che non è digitale (quindi analogico) è irrilevante, visto che il futuro sarà nella rete.
Per contrastare questi guru del digitale molti autori si stanno muovendo. Tra questi, nell'ambito della cultura italiana, c'è Furio Colombo che ha saputo portare lucide e stimolanti analisi sul mondo informatico e del Cyberspazio (F. Colombo, Confucio nel computer, 1995).
Le tematiche che seguono si basano sugli scritti degli autori sopra citati, su altri autori e su riflessioni personali. Lo scopo è quello di proporre analisi che tentino di far ragionare su quanto avviene. Magari in modo poco strutturato, non sequenziale (tipico della Rete). Cito, scrivo e pubblico le analisi e le riflessioni sia perché soprattutto scrivendo si riesce a dare un approfondimento al proprio pensiero, sia perché qualcun'altro, magari, potrà contribuire con pareri e critiche costruttive.
Il testo è in continua evoluzione........(come il pensiero)
M.B. 2/96
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