Su Internet...


Qualcuno, mi pare Marx, ha detto che le classi emergenti tendono a vedere l'utopia a loro immagine e somiglianza. Non c'è dunque da stupirsi se nel cuore della cultura e della economia informatica, una emergente cyberclasse vede la libertà, il potere personale, la totale autonomia nella nuova tecnologia.

Jay Kenney, in "Gnosis A Journal of the Western Inner Traditions", agosto 1995


Internet o Rete o Cyberspazio (dalla definizione di William Gibson , autore del libro-cult , 1984 "Neuromante" ) è sulle bocche di (quasi) tutti. Il più delle volte a sproposito. Chi frequenta Internet, invece, vi vede veramente un nuovo mondo, virtuale, affascinante e rivoluzionario. Purtroppo (ma questo non vale per fortuna per tutti i frequentatori del Cyberspazio) non vi vede che il lato positivo, "buono", performante. Infatti non tutto è disinteressato o è soltanto pura e esaltante avventura. Qualcuno, senza volto, entra con noi "dentro" la macchina, ci segue, ci accompagna, ci spia, ci facilita, forse ci dirige.

E' un gioco? E' immaginazione? E' una nuova forma di governo?

Queste e altre domande possono sorgere a chi è frequentatore abituale della Rete e ha l'accortezza di distanziarsi un attimo per darsi - o tentare di farlo - delle risposte.

Ci sono, è vero, dei guru che hanno molto scritto su Internet. Pensiamo a Negroponte(Essere digitali, 1995) o a Toffler (Magna Charta dell'Informazione, 1994) che escludono qualsiasi interesse per chi è (o sarà) al di fuori della Rete. Essi sono trancianti: tutto ciò che non è digitale (quindi analogico) è irrilevante, visto che il futuro sarà nella rete.

Per contrastare questi guru del digitale molti autori si stanno muovendo. Tra questi, nell'ambito della cultura italiana, c'è Furio Colombo che ha saputo portare lucide e stimolanti analisi sul mondo informatico e del Cyberspazio (F. Colombo, Confucio nel computer, 1995).

Le tematiche che seguono si basano sugli scritti degli autori sopra citati, su altri autori e su riflessioni personali. Lo scopo è quello di proporre analisi che tentino di far ragionare su quanto avviene. Magari in modo poco strutturato, non sequenziale (tipico della Rete). Cito, scrivo e pubblico le analisi e le riflessioni sia perché soprattutto scrivendo si riesce a dare un approfondimento al proprio pensiero, sia perché qualcun'altro, magari, potrà contribuire con pareri e critiche costruttive.

Il testo è in continua evoluzione........(come il pensiero)

M.B. 2/96


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